Politica – Conte (F.I. – VpA): “Al nuovo Governo Giallorosso e alla Giunta regionale chiedo di attivare con urgenza le Zone Economiche Speciali a favore delle aree industriali in sofferenza del nostro Veneto”.

(Arv) Venezia, 4 set. 2019 – “Ho letto i 26 punti programmatici del nuovo Governo Giallorosso ed è come aver letto l’oroscopo del giorno – commenta in una nota il Consigliere regionale di Forza Italia – Veneto per l’Autonomia Maurizio Conte – accontenta tutti non dicendo nulla. Credo che per il Nord ci sarà da soffrire, mi auguro che ci restino almeno le briciole e lo dico a ragion veduta se pensiamo che nel programma del nuovo Governo, con la barra spostata tutta a sinistra, c’è spazio per la rinascita di una sorta di “Cassa per il mezzogiorno”. Un altro esempio è l’ultimo punto del programma “rendere Roma sempre più attraente per i visitatori” che, se attuato, riverserà sullo Stato i debiti della capitale. Già da quest’ultima fantasia mi verrebbe da dire: ma a il Partito Democratico e i Cinque stelle si ricordano che Venezia e tante altre città del Veneto vivono anche di turismo?”.

“Ed il punto dedicato all’Autonomia del Veneto? Un funambolico testo cerchiobottista che si propone di concedere al Veneto un’autonomia “giusta e cooperativa” che fa presagire che il cammino verso l’autonomia è indirizzato verso un binario morto. Ricordo a tutti – sottolinea Conte – che buona parte del Nord “respira” a Nord, con l’Europa centrale e non con Roma. Le aziende del Nordest respirano un’aria diversa, europea, tedesca e hanno bisogno di misurarsi e di restare al passo con questa realtà. È una rincorsa contro il tempo. Oggi ho depositato in Consiglio regionale una Mozione, in aggiunta al PDLS n. 24 “Istituzione nella Regione del Veneto della Zona Franca di Venezia” già sottoscritto nel 2016, che vuole essere un appello al nuovo Governo e anche alla Giunta Zaia per dare risposte concrete agli imprenditori veneti e alla nostra forza lavoro: se il Governo non ha le idee ben chiare in tema di Autonomia, istituisca almeno con la prossima manovra finanziaria le Zone economiche speciali per le zone industriali in sofferenza di Porto Marghera e del Polesine e più in generale per le altre aree industriali in sofferenza del centro-nord”.

“Confindustria Venezia e Rovigo – ricorda Conte – ha elaborato un piano industriale complessivo per tutte le aree del Centro Nord, dal quale emerge che nel solo comune di Venezia e nei comuni della Provincia di Rovigo, sarebbero disponibili 385 ettari, oggi dismessi che, se inseriti in una Zona Economica Speciale, potrebbero attivare in tre anni 2,4 miliardi di euro di investimenti privati e circa 26 mila posti di lavoro con un gettito fiscale di oltre 850 milioni di euro. Sottolineo che il Partito Democratico all’epoca del Governo Gentiloni con il Decreto Legge decreto legge “Mezzogiorno” n. 91 del 2017 ha introdotto la possibilità di istituire le Zone Economiche Speciali (ZES) in otto Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e successivamente l’ex ministro cinquestelle per il Sud ha avviato l’iter per il riconoscimento della ZES Ionica Interregionale (Taranto-Basilicata) e l’Interregionale Adriatica (Foggia-Molise). Il nuovo Governo Conte bis ha la possibilità, da subito, di dimostrare che non è un Governo spostato solamente a sinistra, assistenzialista, contro gli imprenditori del Nord e lontano dalle istanze dei veneti e non solo, che chiedono a chi rappresenta le Istituzioni, la possibilità di lavorare perché il lavoro significa dignità”.

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